Post di Andrea Pettirossi}

Se si cucina con i sensi, la mia è una cucina sensazionale!

La mia ricetta per soddisfare i sensi a tavola

Qual è il senso predominante quando si mangia? La risposta più ovvia sarebbe il gusto. La più ovvia e anche la più sbagliata.

Cucinare non vuol dire pensare solamente al gusto della pietanza che si sta preparando, ma anche essere attirati dal suo aspetto, da come viene presentato, dare un profumo al piatto e provare a coinvolgere tramite il contrasto morbido-croccante o, addirittura, grazie alla sua consistenza.

È con i sensi che si cucina: il cibo è tutto un lavoro della mente, da sempre.

Insomma, l’arte culinaria coinvolge i nostri sensi, nessuno escluso:

  1. la lingua è la sede del gusto ed è, dunque, uno dei giudici del cibo. Ma non solo;
  1. la vista è il senso che influenza in modo decisivo i nostri giudizi, non a caso si dice “Si mangia prima con gli occhi”. Ci capita spesso di notare al ristorante un piatto che viene fotografato col cellulare, per poi essere lanciato sui social invece che dalla finestra :D Non è solo il colore a giocare un ruolo fondamentale nella nostra scelta: un cibo ben presentato aumenta il suo livello di appetibilità, ci predispone a recepirlo più gustoso al momento dell'assaggio;
  1. l’olfatto ci guida verso l’assaggio allo stesso modo della vista, perché il profumo che emana un cibo ci coinvolge almeno al 50%. Il contatto diretto tra il naso e il cervello innesca un meccanismo per il quale un semplice odore è in grado di emozionarci;

  2. vi starete chiedendo ma cosa c’entra l’udito con il mangiare? Ricordatevi che anche l’orecchio vuole la sua parte: il morso di una mela, del pane appena sfornato o di un qualsiasi dolce in cui abita il contrasto morbido-croccante, influiscono sul momento del pasto;

  1. non dimentichiamoci del tatto, perché anche il contatto con il cibo ci appaga. “Le mani sono le posate del re”, altro detto non fu più azzeccato per dire che toccare il cibo con le mani, i denti, la lingua e il palato ci aiuta a percepire la sua consistenza e a influenzare il nostro metro di giudizio.

Mangiare è un’esperienza sensoriale completa e, come avrete già notato dalla mia stazza, diciamo che io - modestamente - sono uno chef mooolto esperto!

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Sono uno chef freelance che ama definirsi artigiano del gusto. Porto la cucina italiana ovunque sia richiesta. Diciamo che la mia è una vita fuori menù... Tante delle mie esperienze positive le ho vissute quando ho avuto degli imprevisti, perché è lì che devi pensare velocemente. Una volta mi è capitato di dover rivisitare un intero menù, mentre ero in viaggio in aereo, con i prodotti che avevo già acquistato; seppur difficile, è stato bellissimo.