Post di Andrea Conti}

La spada da lato e la scuola Bolognese

La spada da lato è un’evoluzione dalla spada medievale, della quale conserva la caratteristica di poter ferire con i due fili o con la punta.

La Tradizione bolognese e la spada da lato

La Tradizione bolognese ha sicuramente il pregio di essere stato il più importante filone di conoscenze trasmesse durante il XVI° secolo. Innumerevoli autori di provenienza felsinea furono, indiscussi artefici e fautori di quell’arte del sapersi difendere con la spada, tanto da richiamare da più parti d’Europa numerosi praticanti.

Per quanto riguarda le fonti dell’insegnamento tecnico, i trattati più completi ed importanti che ci sono rimasti sono appunto quelli di due bolognesi: Achille Marozzo e Antonio Manciolino.

Achille Marozzo risulta sicuramente il maggiore esponente della Tradizione bolognese.

Il suo trattato Opera Nova, stampato a Modena nel 1536, fu uno dei più completi e più profondi lavori mai pubblicati e resta uno dei testi più completi e meglio definiti dell’arte dell’arme (la cui preziosità verrà confermata all’epoca dalle successive sei ristampe fino alla presunta edizione 1615 Pinargenti). Oltre alla grande varietà di discipline esposte, il Maestro Generale illustra anche una serie di casistiche in merito alla conservazione dell’onore e alla legislazione vigente.

La scherma diventa così nel primo '500 espressione di arte e scienza senza precedenti. Con i suoi grandi Maestri l'Italia diventa punto di riferimento europeo anche per quest'arte.

Va rilevato come certe azioni di base della scherma moderna, soprattutto di sciabola, si ritrovino già ben sviluppate nella scherma con la spada da lato della Scuola Bolognese (come la parata e risposta, il colpo in tempo e la cavazione).

Diverso è il movimento dei piedi, circolare piuttosto che in linea e diversa è anche l’impostazione “psicologica” del combattente, che viene ancora portato a prediligere la difesa e non l’attacco, e a pensare sempre prima alla propria sicurezza che a colpire l’avversario.

Bisogna infatti considerare che quanto veniva insegnato nelle sale d’arme si doveva poi utilizzare in situazioni di pericolo mortale, e non in gare sportive, e di conseguenza tutte le azioni sono sempre tese a minimizzare le possibilità di essere feriti, venendo escluse azioni forse efficaci ma azzardate.

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L'Associazione Sportiva Fiore de Liberi e la Scherma Storica

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Diplomato all'Accademia Nazionale di Scherma di Napoli come Maestro di Scherma storica e artistica. Presidente e Direttore Tecnico della Scuola d'Arme Fiore dei Liberi, una delle più grandi associazioni di Scherma storica in Italia. www.fioredeliberi.it