Post di Valentina De Palma}

In questo video vi racconto chi è Valentina De Palma: una chef

I ragazzi di ApplaudArt mi hanno intervistata, e li ringrazio anche perché hanno saputo cogliere le mie sfumature, il mio io, la mia idea di cucina.

Mi chiamo Valentina De Palma, ho 50 anni, tre figli, vivo a Taranto, sono una chef. Non mi fermo mai.

Non sono nata chef. Non ho avuto una famiglia che gestiva una trattoria, non ho frequentato l’alberghiero. Ho studiato architettura all’università di Firenze, laureandomi con il mio primo figlio che saltava da una parte all’altra dell’Aula Magna.

"Non mi fermo mai"

Ho praticato la professione per dieci anni circa. Lavoravo nello studio di mio padre, grande architetto tarantino, e tutto andava bene, lineare. Guadagnavo, mi specializzavo nell’interior design. Ma non mi sentivo indipendente. Non riuscivo ad esprimermi pienamente.

Autocad, le planimetrie… non era il mio. Ho deciso di prendermi un anno sabbatico, e sono andata a vivere a Londra con i miei (allora due) figli.

Da architetto a chef

A Londra ho iniziato a cucinare con una cognizione maggiore. Ho sempre adorato sperimentare, provare ricette etniche, ma a Londra ho iniziato a farlo studiando, cercando di capire la chimica e i legami della gastronomia, seguendo corsi di formazione.

L'esperienza londinese con la brigata dello chef Bruno Barbieri

L’esperienza diretta sul campo arriva ancora a Londra: partecipo a Taste of London, lavorando con la brigata dello chef Bruno Barbieri.

Mi piace l’alchimia tra i membri della cucina, mi piace quando qualcosa non va come dovrebbe andare e tocca risolvere il problema. Sono sempre stata brava nel delirio improvviso. Grace Under Pressure, direbbe Hemingway.

"Sono sempre stata brava nel delirio improvviso"

Quando torno a Taranto, ho ben chiara una cosa: Valentina sarà Chef.

Avvio un’agenzia di catering, Gusto Divino.

Per lanciare ulteriormente la mia immagine, partecipo a diverse esperienze televisive: il reality di Gambero Rosso, dove conoscerò Igles Corelli, mio mentore e maestro; Chef in Tacchi a Spillo su Telenorba e su La7 con Vladimir Luxuria.

"Quando torno a Taranto, ho ben chiara una cosa: Valentina sarà chef"

Ho sempre avuto una propensione verso la comunicazione, che sia televisiva o direttamente umana. Durante le consulenze per ristoranti che ho avviato, ho formato team di persone che sapessero lavorare bene. Mi piace interagire, conoscere la gente, capirne il potenziale.

"Sono arrivata a gestire in autonomia festival enogastronomici, eventi con 600 invitati"

Nel frattempo i figli diventano tre. Faccio la mamma, mi avvicino allo yoga e al triathlon, nel novembre 2017 corro la mia prima maratona, a New York City. Non mi fermo mai.

"Nel novembre 2017 corro la mia prima maratona, a New York City"

Ad oggi, sono specializzata nell’insegnamento e nei catering, il mio punto forte. Da cresime a battesimi, sono arrivata a gestire in autonomia festival enogastronomici, eventi con 600 invitati, cerimonie istituzionali, party brandizzati.

Perché ho lasciato l’architettura

Perché ho lasciato l’architettura? Potrei dare tante motivazioni. La staticità, il fatto di lavorare in qualità di figlia dell’arch. De Palma, i riconoscimenti che sono lenti e stentati.

"Nel cibo, nel trasformare un elemento gastronomico in un piatto, riesco a far capire chi è Valentina. Riesco a capire chi sono"

La verità è che volevo soltanto trasmettere le mie emozioni, arrivare alle persone con immediatezza, con la mia personalità.

Nel cibo, nel trasformare un elemento gastronomico in un piatto, riesco a far capire chi è Valentina. Riesco a capire chi sono.

Sono Valentina, sono una Chef.

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"Non esiste il talento, capitano. Esistono soltanto l'ispirazione e l'ambizione"

Sono Valentina. Madre, Chef, Sportiva. Vengo da Taranto, dove ho la mia agenzia di catering, GustoDivino. Prima ero architetto. Ho lavorato per anni nel settore, e non ne ero appagata. Volevo immediatezza e adrenalina, non uffici e planimetrie. Ho iniziato a cucinare professionalmente a 40 anni. Sei troppo vecchia, mi dicevano, non hai le competenze. Già. Ma ci ho creduto lo stesso. Ho lottato per avere una giacca da chef. E oggi non potrei essere nient'altro che Valentina, Chef.